La biografia di Eugenio Montale - Moments

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Eugenio Montale
Eugenio Montale
Medaglia del Premio Nobel Nobel per la letteratura 1973



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BIOGRAFIA
Eugenio Montale nasce a Genova, il 12 ottobre 1896, in una famiglia di commercianti di prodotti chimici. Ultimo di sei figli, trascorre l’infanzia tra la sua città natale e Monterosso, luoghi che gli offriranno una fonte di ispirazione per le sue opere. Nel 1915 si diploma in Ragioneria, e coltiva i propri interessi prevalentemente letterari, frequentando le biblioteche cittadine e circoli culturali, sullo sfondo di una Italia ancora sostanzialmente agricola, dominata da una borghesia agraria fortemente conservatrice.
Sarà sempre un uomo schivo, distaccato e disilluso verso se stesso e la propria stessa esistenza; scrivendo «sempre da povero diavolo e non da uomo di lettere professionale», diverrà uno dei massimi rappresentanti della poesia e della cultura contemporanea. Nel 1925 pubblica, proprio per le edizioni di Gobetti, il suo primo libro di poesie, Ossi di seppia, e firma il manifesto antifascista di Croce. Si configura già nell’aspro simbolo della "Muraglia", la solitudine dell’uomo, prigioniero di un mondo ostile. Nel 1927 raggiunge l'indipendenza economica dalla famiglia ottenendo un impiego a Firenze presso la casa editrice Bemporad. Vive attraverso collaborazioni a riviste e soprattutto grazie ad una varia attività di traduttore.
In quegli anni Montale è uno dei principali animatori della vita intellettuale fiorentina: frequenta il noto caffè degli ermetici Le Giubbe Rosse, fa amicizia con i maggiori scrittori italiani del tempo (Vittorini, Gadda) e inoltre allarga sempre più i suoi interessi alla cultura europea. Dal 1939 comincia anche la sua attività di pittore, mentre esce, per Einaudi, “Le occasioni” e, nel 1943, in Svizzera "Finisterre", una raccolta delle sue poesie scritte tra il 1940 e il 1942. Dal 1946 inizia a collaborare col «Corriere della Sera», dove viene assunto come redattore nel 1948. Si trasferisce così a Milano. In questo periodo comincia una forte e lunga amicizia con la poetessa Maria Luisa Spaziani. Pubblica sia una nutrita serie di interventi di attualità culturale e politica che tendono a sostenere una cultura borghese critica e razionale, sia recensioni musicali (raccolte nel 1981 nel volume Prime alla scala), reportages di viaggio in diversi paesi del mondo (raccolti nel 1969 nel volume Fuori di casa) e numerosi brevi racconti, la maggior parte dei quali costituiranno il volume Farfalla di Dinard (1958). Nel '56 esce la sua terza raccolta di poesie, per lo più risalenti agli anni della guerra e dell'immediato dopoguerra, La bufera e altro. Nel 1962 si sposa a Fiesole (Firenze) con la compagna Drusilla Tanzi, che morirà a Milano l’anno dopo. Negli anni Cinquanta e Sessanta viene considerato il più grande poeta italiano vivente, modello di cultura laica e liberale, tanto che riceverà diversi riconoscimenti culminanti nel 1967 nella nomina a senatore a vita dal Presidente della Repubblica Saragat, e nel 1975 nel premio Nobel per la letteratura. Intanto continua a dipingere, sperimentando anche nuove tecniche.
Nel 1973 chiude la sua attività di redattore presso il «Corriere della Sera». Il 12 settembre 1981 muore a Milano, la sua tomba si trova nel cimitero di San Felice a Ema (Firenze), accanto a quella della moglie.




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